†Dark Inside† - Lifestyle, Contest, Fotografia, Grafica, Racconti, Poesie, Romance, Goth

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†Nacht†
view post Posted on 26/7/2008, 10:54P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 16:53


vorrei postare qui la mia storia...spero vi piaccia..Il titolo vuol dire notte.
posterò capitolo per capitolo...così magari in base ai commenti..mi renderò coneto se postare o no..eccovi il primo capitolo..buona lettura!

†Nacht†

Cap. 1

Increspature profonde ….
onde di carne viva, linee definite …
curve sinuose, morbide ed imperfette, sottolineate da un bordeaux velluto e delineate finemente.
Le mie labbra rifrangono in questo vetro laccato incorniciato d’oro.
Le sfioro appena con l’indice destro, mi piace toccarne la consistenza appena dopo aver passato il rossetto come l’artista sfiora la tela dell’opera compiuta.
La pelle che le racchiude tutt’intorno è alabastro, perlata, simile, in consistenza e fattezza alla carta di riso, opaca e polverosa. La sfioro col piumino imbevuto di cipria e quasi accarezzandola finisco di rivestirla di una candida maschera.
Luci nell’oscurità brillano impaurite, bruciano d’arancio e si cibano di nero. Calde e tremanti candele rubano squarci di oscurità in questa stanza immensa di tessuti pesanti, di rossi ematici, di finestre enormi.
Vaniglia e viola selvatica, picchi di magnolia e retrogusti rosati, inebrianti odori sprigionati in un’essenza irreale.
Un fascio di fiamma selvaggia illumina due fessure orientaleggianti.
Mi avvicino al riflesso …osservo… penetrando la mia medesima vista.
Due linee marcate e corvine tracciano i contorni della mia stessa anima seguendo i confini degli occhi, allungandosi alla fine di questi.
Nell’estensione, sboccia il disegno di un fiore che amo, la rosa.
Le ciglia curvano in su, lunghe e fiere, incerate di nero anch’esse .
Verde. Dentro ebano d’india.
Si ingrandisce e poi illuminata torna squarcio, quella perla nera incastonata nell’iride.
Felini e attenti, questi occhi mi giudicano, donano consistenza al mio essere, forma al mio corpo, figura a questo specchio.
Sono me.
Facile e dolce, cade poi la spazzola tra fili dorati, seguendo la piega, scendendo sulla ciocca laterale che cela metà viso.
Lunghi filamenti mielati si adagiano morbidi sulle spalle, in giochi volutosi di onde brillanti e larghi boccoli. Giocano a solleticare il mio corpo nudo, danzando coi miei movimenti, profumano di balsamo e bimba.
Con le dita laccate di nero afferro un ciuffo, ci gioco mentre lo guardo e lo attorciglio tutto intorno al mio indice .
Poi smetto di tormentarlo e lo lascio cadere tra gli altri.
Ora incornicia i miei lineamenti marcati , dona tenuità ed eleganza al volto.
….Un lampo…
Un flash veloce, istantanea d’intimità.
Un fragore forte, cupo, baritono.
Uno spacco tra le stelle cobalto elettrico, uno spacco nel silenzio della notte.
Poi ,rumore materno, rumore di acqua, e di terra battuta.
Adoro questo odore!
Acre che si mischia alla terra grezza e bagnata, mi entra nelle narici, nel cervello, mi pervade.
Le gocce si fermano numerose, sulla finestra socchiusa, circolari e secche si attaccano fredde alla superficie, lanciate veloci e dritte.
Schizzano, squarciano, scrosciano e guizzano poi si allungano come lacrime pesanti,colme di dolore.
Un tempo amavo la pioggia, l’atmosfera tetra delle nuvole bigie e velanti, presagi di stranezze, i rumori continui , assordanti e sordi.
Distendo gli arti finora incrociati, ad accudire il mio petto , e mi alzo, avvicinandomi ai vetri.
Voglio osservare cosa accade fuori nei momenti come questi, mentre il cielo si ribella, vomita gocce di dolore e scarica luci potenti.
Il vento tira forte, lo sento sui piedi,metallico e penetrante.
Ho freddo, seppur l’atmosfera rarefatta e calda di queste mura mi abbia custodito a guscio sin ora .
Un drappo della tenda rossa avvolge e riveste una parte del mio corpo gelido, il velluto è soffice, e mi ritempra mentre resto immobile a fissare quest’incanto.
La luna urla raggi di bianca follia mentre viene coperta e offuscata da nubi oscuranti e tenebrose.
Vorrei salvarla, il suo pallore tenue la accomuna a me e l'oscurità la culla come custodisce me , la sua magia mi strega. Siamo sorelle della stessa notte.
Sono un essere notturno, vivo di tenebra e mi cibo di oscurità, ho sangue nero in vena, e occhi guardinghi.

È perfetta questa notte.

Termino la mia creazione femminea lasciando scivolare sul corpo nudo un lungo vestito caligine di liscia seta e infilando ai piedi decoltè verniciate alte e sfilate.
Vaporizzo profumo intenso sui miei polsi e sul petto scoperto.
Annodo ben stretto, al mio collo esile ,un nastro di pregiato pizzo nero. Pende fredda , sulla pelle odorosa, una pietra opale dai colori cangianti. Scendono dai lobi pietre gemelle.
Do un’ultima occhiata al mio riflesso.
Il nero nelle trame preziose di un pizzo con fili leggerissimi di seta ha aperto il più delle volte le seducenti carezze in cui sono rimasti perdutamente incastrati gli occhi di diversi uomini...accesi ed avidi.
Lo specchio , guarda le mie spalle ora, mentre spiro delicatamente sull’ultima candela accesa.
Buio.
Lampo.
Buio.
Esco. Il portone sbatte e una folata di vento rimane imprigionata nel mio covo.

***

Le nuvole sono cariche di scuro e il vento trasversale.
Io sono senza ombrello. Felicemente senza protezione sotto la pioggia perché il contatto con l'acqua mi rende viva. Ne ho bisogno... come se la mia pelle fosse lo spaccato di un deserto. Arida.
I capelli si attaccano al volto, meduse dorate, ed il vestito si fonde al mio essere.
Volano farfalle pungenti, e si aprono prati di tulipani neri in questa notte scura... tra le mie palpebre,carezze proibite dimenticate, baci impuri passati...
Le tenebre accolgono il passaggio del mio spirito ,luogo sterile,i fiori del buio piangono lacrime cremisi, gli insetti bevono il succo rosso ingordamente...mentre il sole ancora non sorto è in attesa di riaccendermi il cuore ed infiammare come in ogni periodo di luce i miei pensieri stanchi.
Ed io lo so ,quando la luna ancora alta nella sua esibizione, lascerà spazio al sole, quando la rugiada ancora ghiaccio, si appresterà a diventare lacrime sull'erba,gli specchi della mia mente rifletteranno i fantasmi del male del passato,che scavando solchi negli spazi dei ricordi in angoli persi del cervello, priveranno nuovamente sollievo al mio animo fragile e ribelle…
Guardo il cielo e cerco conforto, ma il signore della pace non risponde e l'anima del caos ha il perenne sopravvento.
Vorrei solo bloccare il tempo col pensiero d'un istante,passato ma infinito.
No cielo, non crollare!
Dinanzi ai miei occhi rivolti al firmamento iniziano a comparire sfocate immagini delle nostre vite spezzate e vedo corvi albini sulle strade porpora di un destino non scritto ma designato.
L’Asfalto è bagnato da pioggia indelebile, e mi lascio assorbire dal gelo dell'animo. Ricordi posati in una busta, disegni e scritte sono il passato e tutto il mio presente.
Graffi sul cuore ,pensieri incrociati,rabbia ed affetto,amore e nostalgia...
Tutto mi assale, mi colpisce allo stomaco e al cuore come rabbia rombante,ma il cielo è impotente all'ombra del passato...ed ora stringo tra le mani il niente...
Vedo persone felici intorno, mentre il vuoto mi attanaglia le interiora per quel sentimento dannato.
Restano gli occhi verdi di una speranza sfatata .
Occhi neri che non torneranno.
La terra spoglia non accetta le mie ossa,la purezza del cielo rifiuta la mia anima,ed il mio cuore si spezza per portare i suoi frammenti nel vento,che soffiando leggero, poggia su questo specchio d'acqua,formatosi a terra ,facendoli affondare nella fossa più profonda.
Il cielo è sempre nero, lo sfogo,la pioggia battente di questo temporale codardo,come quello che mi colse, spezzando il tiepido miracolo della speranza d'amore..

Nel passato la morte mi ha seguita, mi ha cercata,l'amore poi mi ha raggiunto,la luna in tutto questo non c'entrava,ma la ringrazio per avermi aiutato.
Grande fu l'appoggio della giovane luna per sfuggire alla " Signora Nera ",tante volte,ad inseguirla, ad andarle dietro,fortunatamente non mi son fermata,avrebbe reciso il mio cuore di vetro.
Ma la lunga e tagliente falce dell'ombra oscura , tornò a minacciarmi…
Ho voglia d'afferrare il cielo,di essere l'essenza migliore in questa terra d'imperfezione,
superare chiunque per arrivare a distruggere di quel firmamento le stelle e far splendere il sereno a mio piacimento...
Dominarlo e farmi amare dall'azzurro o dal blu,che sia giorno o notte, soffiare sulle nuvole e vedere il sole,accarezzarlo senza provare dolore...
Mio cielo,dove sei finito? Non riesco più a capire come fare a conquistarti,danzare con te,amarti ancora solo un istante,guardarti...
Ma oramai sono capace solo di logorare quel che resta della mia anima devastata,
dal buio del nulla...Arido, come una pietra che non conosce acqua,non provo più a lanciarmi verso di te,cielo, perché ho paura,paura di sgretolarmi,diventare polvere nel vento,mentre tu nemmeno ti accorgi di aver scatenato quest'apocalisse di elementi dentro me,senza che tu senta fitte al cuore come quelle che trafiggono il mio,senza provare più la forza impetuosa dell'oceano dell'amore che avevo dentro…
Vento forte, alberi tesi, piegati, la mia bocca amara, il petto pesante come le palpebre, il telefono muto, come filo spinato il ricordo circonda il mio cervello...
Bloccato, statico,come la collina di fronte a me,fisso, su un volto dalla dolcezza straordinaria, sul suo corpo sensuale e sulla sua dolce amarezza,capace d'incastrarsi alla mia...
Gli alberi ora fermi,attoniti ai bordi della strada che sto percorrendo,convinzioni che si fanno forti, con le illusioni lasciate a qualche incrocio fa,come in un barlume di saggezza che mi ha assalito tra l'impalpabile felicità e ciò che resta del passato sempre vivo in argentei ricordi...
Un giorno le luci s'accenderanno e la stanza in cui vivo mi sarà compagna,non più solo catalizzatrice di sogni,pensieri, lacrime, finte attenzioni su me stessa…
Quel dì, sarò pronta ad affrontare il cielo e qualunque sua ira...

Il primo vento freddo della stagione ti arriva forte alle spalle…sui piedi aldilà di una finestra, ti copri ma il gelo è dentro,si, proprio lì,in fondo al cuore...

L'aria con le sue forti correnti spazza via le nuvole, la luna torna a splendere...
La guardo, la osservo e poi penso che è inutile guardarla se non posso neppure sfiorarla,
mi allontano con la promessa di non alzare più gli occhi al cielo...
Il vento si calma...
Le nuvole si radunano.
Questo temporale ha pulito i miei pensieri e bagnato i miei vestiti.
Rientro come ogni notte in questa stanza,m’infilo sotto le coperte di lana e seta rossa ed il ghiaccio della solitudine mi accompagna nel dormiveglia...come sempre..

forse merito tutto questo:sei nata sbagliata,ma eri nata...

Nel cielo mille stelle convergono in un unico punto di luce,attraversano il vetro della finestra, illuminano fiaccamente la stanza buia di un blu mare.
Mi giro nel letto e guardo fuori,la mente ancora vaga ubriaca nei ricordi, tra i reali ed i fasulli,allungo involontaria una mano cercandoti nell'ombra,ma non ti trovo,stanotte non ci sei … non c'eri ieri, l’altro ieri , 5 mesi fa, 5 anni fa.
Ci sono solo Ali di ghiaccio e ali di sabbia…
alcune si sciolgono, le altre vanno col vento.
Me la sento dentro,strana la rabbia,non riesco a dormire…
La luce è bassa,la stanza ombrata,il cielo di stelle e qualche nuvola sperduta,
Vorrei una stanza stellata,voltarmi e trovarti seduto che perplesso mi guardi non comprendendo questa rabbia … ma le tue ali sono di ghiaccio, di sabbia le mie...
Mille notti insonni passate a rimuginare futuri possibili,mentre il passato logora le mie ore, la mia limitata esistenza, il tempo scorre troppo veloce come questa vita che continua a scorrere mio malgrado, vorrei stoppare o riuscire a rallentare tutto, ma il cielo brucia ed è già l'ennesima mattina..
 
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view post Posted on 6/11/2008, 23:37P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/9/2009, 11:15


Scivola come una poesia questo tuo racconto, con immagini efficaci, a volte dolci, impalpabili, e avolte crude e violente, che ci introducono alle emozioni e alla complessità d'animo del tuo personaggio...
mi è molto piaciuto questo tuo stile di dare risalto ai sentimenti invece che alla narrazione!

Falling from the infinity,
Dancing in my eternity.

Will you dance with me?

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<<O doleur, doleur! Le temps mange la vie,
Et l'obscur Ennemi qui nous ronge le coeur
Du sang que nous perdons croit e se fortifie!>>

Charles Baudelaire




-.One with the waves.-





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1 replies since 26/7/2008, 10:54
 
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